In Italia l’85% delle imprese è a gestione familiare ed è alla ricerca continua di un equilibrio ideale tra “sistema azienda” e “sistema famiglia”. L’impresa familiare mostra performance economiche e di crescita generalmente superiori a quelle espresse dalle imprese “non familiari”, grazie a una “resilienza” formidabile verso le difficoltà, in difesa dell’occupazione e del PIL. Questa capacità di rispondere in modo adeguato ai cambiamenti ed alla necessità di innovazione è confermata anche dall’indagine NextGen Survey 2017 di Deloitte svolta su un campione di futuri leader di imprese familiari europee. Il 47% degli intervistati si aspetta un cambiamento radicale dei mercati nei prossimi 2-3 anni. Continua dunque l’impegno nell’accrescere le competenze a tutti i livelli aziendali.

Tra le imprese è forte la consapevolezza dei principali fattori critici di gestione sui quali ancora lavorare: i rapporti tra i familiari (24%), i problemi di successione (14%), la gestione delle quote di proprietà dell’impresa (8%). A supporto delle buone pratiche di governance, nel 2017 sono stati elaborati dalla Cattedra Aidaf-EY-Bocconi i “Principi per il governo delle società non quotate a controllo familiare – Codice di autodisciplina”, un nuovo strumento per la famiglia imprenditoriale ed il management che si pone come obiettivo di contribuire alla realizzazione di un sistema di governance in grado di esprimere al meglio la visione dell’impresa. Nell’ultimo mese dell’anno è stato inoltre pubblicato, a cura dell’Osservatorio AUB (Aidaf-Unicredit-Bocconi), il 9° rapporto sulle imprese familiari italiane. Anche in questo caso il campione statistico AUB sottolinea alcuni dati decisamente positivi.

Per esempio:

  • i ricavi delle aziende familiari nell’ultimo decennio sono cresciuti di circa 10 punti in più rispetto alle non familiari;
  • le aziende familiari continuano a mantenere un buon livello di redditività operativa (9,1);
  • nel 2016 le imprese familiari hanno diminuito il loro rapporto di indebitamento (dal 6.3 al 6.0);
  • le aziende familiari che esportano più del 50% del loro fatturato sono state quelle più performanti nel periodo 2010-2015 in termini di crescita, redditività ed indebitamento.

In definitiva possiamo dire che l’adozione appieno del “Family Business Model” si riconferma ancora un vero e proprio vantaggio competitivo per l’impresa familiare.

Maurizio Bottaro Family Business Coach & Advisor Partner Weissman Italia per il magazine trimestrale Patrimonia & Consulentia, successioni e protezione patrimoniale

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