Le politiche nazionali e globali hanno individuato le tecnologie alternative “pulite” nei trasporti come una delle loro priorità. Alla base di questo interesse troviamo gli obiettivi in materia di cambiamenti climatici scaturiti dal vertice di Parigi e gli impegni per la protezione del clima legati ai Nationally Determined Contributions (NDC), dei singoli Stati. Questi impegni a favore della tutela del clima in Europa hanno una dimensione sia nazionale che collettiva per tutta l’Unione europea.

Il settore dei trasporti è una causa importante delle emissioni di gas serra e, allo stesso tempo, un fenomeno in crescita costante. Secondo la relazione del 2017 sui cambiamenti climatici dell’Agenzia federale per l’ambiente, nel 2015 i trasporti sono stati responsabili per il 44,7% delle emissioni di gas serra in Austria, senza considerare lo scambio delle quote di emissione. Il continuo progresso tecnologico delle tecnologie di propulsione basate sui combustibili fossili esiste ma non è assolutamente sufficiente per raggiungere gli obiettivi in materia di protezione del clima. In Austria, secondo la Relazione sullo stato della mobilità dell‘Agenzia federale per l‘ambiente del 2019, la riduzione delle emissioni di CO2 dal 2000 al 2016 delle autovetture di nuova immatricolazione è stata in media dell’1,6% all’anno. L’Austria ha dichiarato che il suo obiettivo per l’anno 2050 è quello di un settore dei trasporti il più possibile a impatto zero per il clima. Le misure comprendono il trasferimento modale, la promozione del trasporto pubblico, la promozione di forme di mobilità attive e soprattutto il passaggio a veicoli a emissioni zero basati sulle energie rinnovabili.

In generale, le emissioni del settore dei trasporti si basano in gran parte sui sistemi di propulsione dei veicoli, e attualmente il sistema dei trasporti è dominato dai motori a combustione interna. Tuttavia, a causa del rendimento termodinamico ottenuto pari al solo 45%, con questo concetto di mobilità va persa oltre la metà dell‘energia utilizzata. L’efficienza di un motore elettrico è invece del 95% circa. Oltre alla propulsione elettrica, tra le tecnologie alternative pulite ad ampio potenziale c’è l’idrogeno. I presupposti per un successo – ovvero una maggiore penetrazione del mercato – a breve e medio termine della mobilità elettrica come tecnologia alternativa, attualmente al centro dell’attenzione, sono l’esistenza di un’infrastruttura adeguata, nonché di modelli di incentivazione che possono andare dai vantaggi fiscali ad altri trattamenti preferenziali come l’utilizzo di corsie riservate agli autobus, parcheggi gratuiti, o l’utilizzo di stazioni di ricarica pubbliche.

Mobilità elettrica: quali sono i vantaggi per l’ambiente

Altri vantaggi dei motori elettrici rispetto ai motori a combustione interna sono il loro design semplice, la minore intensità di manutenzione, la rumorosità inferiore e l‘eliminazione di emissioni locali. Attualmente si possono osservare grandi progressi nella tecnologia delle batterie, gli svantaggi come i lunghi tempi di ricarica e la ridotta autonomia durante l’uso del veicolo a causa della limitata densità energetica, vanno via via scomparendo. Dal punto di vista dell’Agenzia federale per l’ambiente, la produzione di un veicolo elettrico nel prossimo futuro potrebbe quindi essere più economica rispetto alla produzione di veicoli con motori a combustione interna con inoltre sistemi di post-trattamento dei gas di scarico sempre più complessi.

Oltre alla questione dei gas a effetto serra, l’elettro mobilità può anche contribuire a ridurre molti altri effetti negativi del traffico stradale. Per i veicoli elettrici le emissioni di sostanze inquinanti nell’atmosfera si limitano all’abrasione e alla ri-sospensione delle polveri sottili. Ai suddetti vantaggi dei veicoli elettrici, miglioramento della qualità dell’aria e riduzione del rumore soprattutto nelle aree urbane, si contrappone una visione più generale riguardo alla questione della compatibilità climatica. L’analisi complessiva mostra che quando si utilizzano veicoli elettrici una parte dei problemi ambientali si sposta verso processi a monte e verso altre parti della catena del valore. Tra questi rientrano gli aspetti della produzione dei veicoli e della produzione dei sistemi di batterie, ma anche la produzione dell’elettricità utilizzata. Il potenziale della mobilità elettrica può essere sfruttato appieno solo se l’energia elettrica utilizzata proviene al 100% da fonti rinnovabili.

Mobilità elettrica: l’esempio virtuoso della Norvegia

Facendo un ulteriore passo avanti e dando un’occhiata al numero di veicoli elettrici venduti sul totale delle vendite di automobili all’interno di un paese, c‘è un chiaro vincitore in Europa: la Norvegia. Nel 2018 la vendita di auto completamente elettriche è salita dal 20,8% del 2017 a una quota record del 31,2%. Se si contano anche le ibride plug-in diventa quasi il 50%, molto più che in qualsiasi altro paese. A marzo 2019, i norvegesi sono addirittura riusciti per la prima volta in un mese ad acquistare più auto elettriche che auto convenzionali.

Ma come ha fatto la Norvegia a passare gradualmente e con successo alle macchine elettriche? Lo Stato della Norvegia sovvenziona l’acquisto di veicoli a batteria non solo con incentivi fiscali, ma anche con iniziative quali parcheggi gratuiti e l’uso gratuito dei punti di ricarica. Il paese dispone inoltre di una rete ben sviluppata di stazioni di ricarica, senza la quale un aumento così rapido dei veicoli elettrici non sarebbe stato possibile. Infine, gran parte dell’elettricità in Norvegia proviene da centrali idroelettriche che per quanto riguarda il bilancio di CO2 mostrano risultati molto positivi. Combinando tutti questi elementi si crea un contesto ottimale per svolgere un ruolo pionieristico nell’ambito dei tipi di propulsione alternativi.

Mobilità elettrica: quanto vale nel contesto delle tre dimensioni della sostenibilità

  • E (Ambiente – Environment):
    Mettendo a confronto le autovetture a benzina, diesel ed elettriche, i veicoli elettrici a batteria presentano vantaggi rispetto a tutti i parametri rilevanti per l’ambiente nei confronti delle altre forme di propulsione. Il vantaggio maggiore delle auto elettriche è l’eliminazione delle emissioni di gas di scarico a livello locale. Fattori importanti nel confronto dei bilanci ecologici delle auto a benzina, diesel ed elettriche sono i parametri situazione di guida, durata della batteria e produzione dei veicoli. Per quanto riguarda la situazione di guida, l’uso di auto elettriche nelle aree urbane è ottimale da un punto di vista ambientale, mentre le auto convenzionali sono adatte al funzionamento al di fuori delle strutture urbane. I veicoli elettrici hanno evidenti vantaggi rispetto ai veicoli a benzina e diesel anche per quanto concerne le emissioni di ossido di azoto e le emissioni di particolato.
  • S (Sociale – Social):
    In un lontano futuro, l’abbassamento dei costi della mobilità elettrica contribuirà a ridurre il volume di sostegno necessario e ad aumentare l‘accettazione della tecnologia da parte degli acquirenti di tutte le fasce di reddito.
  • G (Governance):
    Il successo delle tecnologie alternative pulite, in generale, e della mobilità elettrica, in particolare, dipende dalle misure di supporto statali. I fattori trainanti sono gli impegni comunicati in occasione dell’accordo di Parigi sul clima dei singoli paesi in relazione al protocollo sul clima.

Wolfgang Pinner è Responsabile Team Investimenti Socialmente Responsabili di Raiffeisen Capital Management, la società di gestione che opera in stretto contatto con le aziende grazie al processo di engagement e di dialogo con le imprese.

Diritto d’autore: unsplash-logoJohn Cameron

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