Ogni medaglia ha due facce e questo vale anche per il tema della plastica. Da un lato, la plastica è indispensabile in diversi settori a causa delle sue numerose e importanti proprietà. È leggera, durevole, inodore, trasparente e resistente al calore, il che la rende particolarmente interessante per i settori medicina, elettronica, trasporti, edilizia e arredamento nonché imballaggi; dall’altro lato troviamo gli effetti negativi su ambiente, animali e persone.
Le attività di engagement del team della sostenibilità di Raiffeisen Capital Management in tema di plastica comprendono il dialogo con alcune delle più grandi società quotate in borsa del settore petrolchimico. Ecco 6 domande per valutare la sostenibilità delle aziende del settore:

In che misura la vostra società si occupa di materie sintetiche?

Le materie sintetiche sono ottenute da materie prime naturali come il carbone, il gas naturale o il petrolio. Per ottenere determinate proprietà del prodotto vengono utilizzati additivi come plastificanti, ritardanti di fiamma o rinforzanti. Le aziende da noi contattate nel processo di engagement si occupano proprio di questi processi. BASF, per esempio, è tra i leader globali nella produzione di materiali funzionali ad alte prestazioni. Il portafoglio dell’azienda comprende materie sintetiche fossili, biologiche e biodegradabili. BASF crede a un ulteriore crescita di quest‘area di business in quanto fortemente legata alla crescita economica globale. Questo è anche il parere di OMV, la cui affiliata Borealis è uno dei principali produttori di poliolefine, la base per numerose applicazioni nel settore delle materie sintetiche. Prevede una crescita soprattutto nella regione Asia-Pacifico.

La plastica ha un‘immagine negativa per l’ambiente. Qual è la vostra opinione?

Sebbene tali prodotti non facciano parte delle loro gamme, sia il gruppo svizzero EMS che la tedesca Lanxess considerano i semplici imballaggi in plastica e i prodotti in plastica monouso come i più grandi colpevoli dell‘inquinamento ambientale. Entrambe le aziende sottolineano la grande differenza rispetto alle applicazioni durevoli di plastica che producono. Il gigante chimico olandese LyondellBasell è convinto che la plastica offra nel complesso la migliore impronta ecologica. Allo stesso tempo occorre migliorare la gestione dei rifiuti e garantire che la plastica soddisfi i requisiti di un‘economia circolare.

Avete avviato processi per adattare il ciclo industriale verso materie sintetiche più ecologiche?

Attraverso la sua affiliata Versalis, l’azienda energetica italiana Eni persegue una strategia dell’economia circolare che si basa su tre pilastri. Al primo posto si trova la diversificazione nell’uso delle materie prime per trovare il giusto equilibrio tra fonti tradizionali, materie prime rinnovabili e materie prime secondarie. Il secondo pilastro si occupa della progettazione ecocompatibile per aumentare l’efficienza delle risorse. Infine, il terzo pilastro riguarda il riciclaggio dei polimeri attraverso l’uso di tecnologie innovative. Anche per OMV, il tema dell’economia circolare è un tema importante. Con il suo brevetto Re-Oil, l’azienda riesce a recuperare greggio prezioso dalla plastica che potrà essere riutilizzato per la produzione di plastica.

Sostenete processi di riciclo della plastica nel vostro processo produttivo?

Per BASF il coinvolgimento congiunto di vari gruppi di interesse rappresenta un aspetto fondamentale per un approccio al riciclaggio funzionante. Un esempio di una tale cooperazione è la neonata “Alliance to End Plastic Waste”, alla quale partecipano più di 30 aziende dell’intera catena del valore della plastica e dei beni di consumo. Le aziende, tra cui numerose aziende che abbiamo contattato, lavorano con governi, università, ONG e la società civile per promuovere soluzioni che aiutano a ridurre ed eliminare i rifiuti plastici nell’ambiente, soprattutto in mare. Concretamente, nel progetto saranno investiti 1,5 miliardi di euro in 5 anni.

Quale impatto hanno i nuovi regolamenti sulla plastica introdotti in Europa e nel mondo?

Il regolamento forse più noto del recente passato nel campo della plastica è il divieto della plastica “usa e getta” nell’UE a partire dal 2021. Al più tardi entro tale data, cannucce, bastoncini cotonati, posate di plastica e così via dovranno essere sostituiti da articoli più ecologici. Eni risponde a questo divieto orientando il proprio portafoglio prodotti verso applicazioni nel mercato dell’edilizia e delle apparecchiature. Di conseguenza, si limiterà la produzione di prodotti di plastica monouso. Altre società come Lanxess, il gruppo EMS o il gruppo belga Solvay sono poco o per nulla interessate da questa direttiva a causa del loro focus sulle plastiche speciali con un ciclo di vita generalmente più lungo. Tuttavia, sottolineano che l‘industria automobilistica ed elettronica in molti paesi del mondo ha già adottato norme severe per lo smaltimento e il riciclaggio della plastica e che queste vengono rigorosamente rispettate.

Ritenete che le forme alternative di produzione, come la bioplastica, potrebbero essere una seria opzione per poter rinunciare al greggio?

Eni ritiene che la plastica sotto forma di prodotti innovativi contribuisce notevolmente al benessere della nostra società. Allo stesso tempo, Eni non nega che ci siano ancora importanti sfide da superare. La visione dell‘azienda è quella di creare una piattaforma completamente integrata per generare sinergie non solo tra i prodotti da fonti rinnovabili, ma anche con le tradizionali filiere di Versalis. LyondellBasell si aspetta che le plastiche riciclate e quelle ottenute da materie prime sostenibili e biologiche svolgeranno un ruolo sempre più importante nell‘azienda. Tuttavia, un completo abbandono dei combustibili fossili richiederà probabilmente decenni. Per BASF non esiste un semplice approccio giusto o sbagliato in relazione alle materie sintetiche. Piuttosto, è il ciclo di vita della plastica che definisce, se si tratta di una valida soluzione sostenibile o di una sfida. In questo senso, la produzione, l’uso e le fasi fine vita sono fattori decisivi che devono essere valutati. Per questo motivo, BASF prova costantemente modi e risorse alternative per ottenere una minore impronta di CO2 e si è impegnata a usare tecnologie di riciclaggio innovative per ottimizzare continuamente la sostenibilità dei suoi prodotti.

Andreas Perauer fa parte del Team SRI di Raiffeisen Capital Management

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