L’indice MSCI EM si trova davanti a un’importante zona di resistenza che nell’ultimo decennio ha ripetutamente dimostrato di essere un osso duro e, a livello fondamentale, al momento non ci sono molti segnali che suggeriscano che l’indice possa sfondare questa resistenza. È infatti probabile che gli utili aziendali diminuiscano o restino fermi per i prossimi due trimestri.
Tuttavia, le notizie positive riguardanti la guerra commerciale, una probabilità minore di recessione negli USA e deboli segnali di stabilizzazione in Cina sembrano al momento essere maggiormente al centro dell’attenzione degli operatori di mercato. A meno di nuove notizie negative, l’attuale rally azionario potrebbe quindi continuare, anche se i paesi emergenti fossero “solo trascinati” dai mercati sviluppati. Solamente i prossimi mesi mostreranno se le speranze e le aspettative che attualmente spingono verso l’alto i corsi azionari, si manifesteranno anche nella realtà, cioè in un significativo rilancio dell’economia globale e degli utili aziendali nei mercati emergenti.

Cina: è probabile un’imminente stabilizzazione economica

Ci sono sempre più segnali di una timida stabilizzazione. Ma quello che succederà dopo, rimane per ora assolutamente da vedere. Stagnazione, leggera ripresa, forte rilancio? O addirittura una ricaduta? Non si avrà alcuna certezza in merito nel prossimo futuro. Al momento, quindi, i corsi sui mercati azionari vengono spinti in alto soprattutto dalla speranza di un miglioramento della congiuntura e degli utili aziendali. Questo vale sia per i mercati sviluppati che per i mercati emergenti. Tuttavia, il sentiment positivo e gli impulsi dei mercati sviluppati potrebbero bastare per ora a trainare ancora verso l’alto le azioni EM.
I grandi indici azionari USA hanno raggiunto nuovi massimi storici. Se i mercati azionari europei fanno lo stesso (l’indice azionario STOXX Europe 600 è solo pochi punti al di sotto del massimo storico), questo potrebbe dare ulteriore slancio anche ai mercati emergenti. È interessante notare che a fine ottobre, per la prima volta da tempo, si sono registrati considerevoli afflussi di capitali esteri verso i mercati azionari e obbligazionari emergenti, anche se va evidenziato che le obbligazioni emergenti sono richieste dagli investitori stranieri già da molto tempo.

Cina: come reagiranno i mercati a un accordo con gli USA

Il conflitto tra USA e Cina rimane naturalmente una grande incertezza permanente per i mercati. Ciò vale non solo per gli sviluppi intorno alla questione della guerra commerciale, ma anche per le eventuali reazioni degli operatori dei mercati finanziari. Se in un prossimo futuro si riuscisse davvero a trovare un primo accordo su questioni secondarie, ciò potrebbe, da un lato, dare un ulteriore impulso positivo ai mercati. D’altro canto, dato che le speranze in tal senso mettono ormai le ali ai corsi da settimane, sarebbe altrettanto possibile che un accordo venga già ampiamente scontato. È probabile che molto dipenderà in ultima analisi da ciò che verrà concretamente concordato e dal modo in cui i mercati valuteranno la sostenibilità di un tale accordo. Soprattutto perché il conflitto fondamentale tra la potenza mondiale numero uno e la sua sfidante emergente ci accompagnerà probabilmente per molto tempo ancora.

Diritto d’autore: unsplash-logo郑 无忌

Related Posts

Dopo una crescita economica in notevole accelerazione nel terzo trimestre, che ha sorpreso alcuni...

Ogni medaglia ha due facce e questo vale anche per il tema della plastica. Da un lato, la plastica...

Gli indicatori anticipatori di gran parte dell’economia, ormai da mesi, mostrano dati divergenti tra...