Il mercato azionario indiano è salito fortemente a giugno, di oltre il 7%, nonostante una marea di cattive notizie. La pandemia continua a diffondersi e nella regione di confine con la Cina c’è stata un’escalation delle tensioni, con diverse vittime da entrambe le parti, e le agenzie di rating si sono espresse in modo negativo sull’India. Dopo il downgrade di Moody’s, ha abbassato le prospettive a negative anche Fitch. Per Standard & Poor’s, invece, l’outlook resta “neutrale”, ma ha espresso preoccupazione per il settore bancario indiano e ha previsto un forte aumento dei crediti in sofferenza.
La maggior parte delle società quotate in borsa subirà, nel complesso, un significativo calo del fatturato pari al 5% in media e un calo ancora più netto a due cifre degli utili. Come negli USA, tuttavia, tra i più ricchi c’è anche chi nel corso di una crisi riesce a vincere. Mukesh Ambani, proprietario di maggioranza del gruppo Reliance Industries, è diventato il settimo uomo più ricco del mondo, superando così la leggenda degli investimenti Warren Buffett. Attualmente è anche l’unico asiatico nella Top 10 dei multi-miliardari.

India: la sorpresa della riforma agraria

Nel frattempo, il governo centrale di Delhi ha esteso di cinque mesi il programma alimentare che fornisce gratuitamente alimenti di base come riso, grano e legumi a circa 800 milioni di indiani. A sorpresa, tuttavia, il governo non solo ha annunciato aiuti finanziari per l’agricoltura, ma ha anche introdotto ampie liberalizzazioni. In particolare, gli agricoltori in futuro potranno decidere in gran parte da soli a chi e a quale prezzo vendere i loro prodotti. Così si vuole arginare la corruzione, lo sfruttamento e la cattiva amministrazione e aumentare la produttività. Il Premier Modi vede l’agricoltura indiana come un fattore centrale per raggiungere il suo obiettivo di un’economia da cinquemila miliardi di dollari.

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