I numeri della pandemia da COVID-19 sono confortanti e la Russia va alle urne il 1° luglio per un referendum costituzionale che avrà un grande impatto sul futuro prossimo della Federazione. Già posticipato dal 22 aprile al 24 giugno a causa dell’emergenza Coronavirus, il referendum ha come oggetto ben 14 emendamenti alla Costituzione della Federazione russa e, di fatto, punta a confermare a prolungare il mandato a Vladimir Putin almeno fino al 2036.

Al momento le opinioni della popolazione sulla nuova costituzione sembrano abbastanza divise. Riguardo alla pandemia, il numero di nuovi casi è fortemente diminuito da metà maggio, è, tuttavia, ancora a un livello abbastanza alto in termini assoluti. Il numero delle vittime rimane molto basso rispetto a USA, Brasile, Spagna o Italia. Vi sono indicazioni che il numero effettivo delle vittime sia probabilmente più elevato. Tuttavia, la comparabilità e la corretta registrazione di questi numeri sono un problema generale a livello mondiale, poiché criteri e metodi di registrazione sono gestiti in modo molto diverso in quasi tutti i Paesi.

Contrariamente alle tendenze di centralizzazione degli ultimi anni, il presidente Putin ha dato ai governatori delle singole regioni ampia autonomia nella lotta al COVID-19 per implementare misure individuali. Si prevede che l’economia russa nel 2020 subirà una significativa contrazione a causa dei lockdown e del crollo del prezzo del petrolio. A Mosca si vorrebbe far fronte a questa situazione con un ampio programma congiunturale. Dovrebbe essere costituito da tre fasi: “stabilizzazione” (entro la fine del 2020), “ripresa economica” (2021) e “crescita” (dal quarto trimestre del 2021).
Per questo sono preventivati circa 73 miliardi di dollari USA, bisogna però dire che ciò comprende, per esempio, anche i mancati introiti fiscali.
Insieme ai progetti infrastrutturali a lungo termine, il volume è addirittura di circa 106 miliardi di dollari USA, circa il 7% della performance economica annuale della Russia. L’obiettivo è sostenere le piccole e medie imprese, portare di nuovo la disoccupazione al di sotto del 5% e aumentare la crescita economica al 2,5% per anno. Oltre a quelle finanziarie sono previste anche misure strutturali, come, per esempio, rendere il mercato del lavoro più flessibile. Un nuovo salario orario minimo dovrebbe consentire, per esempio, anche l’impiego part-time. Finora esisteva solo un salario mensile minimo (equivalente a circa 160 euro). Si spera anche che queste misure siano in grado di ridurre l’economia sommersa.

Diritto d’autore: Alina Grubnyak on Unsplash

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