Sebbene i mercati emergenti continuino a crescere e offrano ottime opportunità di investimento, potrebbero esserci alcune ragioni per cui la crescita macroeconomica non viene colta con i rendimenti azionari. Vediamo perché:

  1. I mercati emergenti sono cambiati. Molti anni fa, le aziende più importanti con una capitalizzazione di mercato più grande riflettevano l’importanza della crescita delle loro economie, come le finanze, l’edilizia abitativa e le infrastrutture, l’industria e i materiali di base, solo per citarne alcuni. Questi settori sono ancora di primaria importanza per la crescita futura delle economie emergenti, ma non sono più la forza trainante delle principali politiche dei mercati emergenti. Guardando alle grandi capitalizzazioni del mercato di oggi, si può notare che le dimensioni e la portata di queste società sono completamente diverse rispetto al passato. Sono rappresentative della crescita economica dei paesi emergenti? Le dimensioni e la capitalizzazione del mercato sono il modo migliore per valutare la vera crescita economica dinamica dei mercati emergenti?
  2. Il nostro punto di vista sui mercati emergenti è cambiato. Oggi, c’è la tendenza degli investitori a raggruppare tutti i Paesi emergenti in un unico grande calderone, come fossero una singola asset class. Questo fa sì che spesso i mercati più forti finiscono per essere penalizzati a causa di quelli che non hanno il favore degli investitori, con il risultato che tutti i rendimenti azionari emergenti si indeboliscono. Una situazione in cui la maggior parte dei mercati in un aggregato registra dei forti ritorni, sarebbe possibile solo in uno scenario di crescita economica accompagnata da una domanda globale in crescita. Sfortunatamente, oggi la crescita e la domanda globale in rallentamento e le potenziali ripercussioni delle guerre commerciali globali non permettono uno scenario così favorevole.
  3. È troppo semplicistico parlare dei mercati emergenti in termini generali. Innanzitutto, non c’è un paese emergente uguale a un altro e le dinamiche che ognuno di essi deve affrontare cambiano da paese a paese. I paesi emergenti mirano tutti a raggiungere l’obiettivo della stabilità economica e sociale in un buon stato di salute, ma il processo che ogni paese intraprende per raggiungere questi obiettivi dipende in gran parte dalle risorse disponibili e dalla determinazione e dalla volontà dei governi e dei cittadini di raggiungere questi obiettivi.

È importante valutare i mercati emergenti non solo come asset class, ma anche analizzare quei Paesi e quelle regioni che sono ancora in grado di garantire una crescita economica di qualità superiore e una migliore qualità degli utili aziendali e di applicarla al proprio rischio di investimento. I mercati emergenti continueranno ad emergere in quanto non possono scomparire. In passato, le battute d’arresto economiche sono state spesso l’occasione di diventare più forti, più mirati e di andare avanti in un maniero più deciso.

Mark Monson è gestore azionario CEE e Global emerging markets di Raiffeisen Capital Management.

Diritto d’autore: unsplash-logoAndrew Small

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