Il conflitto militare russo-ucraino continua a svolgersi esclusivamente a livello regionale, di conseguenza la maggior parte dei mercati emergenti, non essendo direttamente interessati dal conflitto, sta approfittando dei prezzi più alti delle materie prime per il 2022. Senza trascurare che la Cina dovrà attuare ulteriori stimoli per l’economia a causa della debolezza del mercato immobiliare e della nuova ondata di Omicron.
L’incremento degli yield globali porta a un indebolimento dell’outlook, ma la maggior parte dei rialzi della FED sono già stati prezzati dai mercati. Molte valute dei mercati emergenti sono sostenute da tassi reali elevati, da banche centrali proattive e da un miglioramento dei fondamentali dovuto ai prezzi più elevati delle materie prime.

Guardando poi ai mercati azionari a marzo c’è stato un recupero, soprattutto sulle aree dei mercati emergenti che utilizzano le materie prime, come il mercato brasiliano, sono ora addirittura chiaramente positive dall’inizio dell’anno. Questo è supportato anche dalla crescita degli utili, che punta chiaramente al rialzo in America Latina. Tuttavia, la performance relativa dei mercati emergenti nel loro insieme rispetto ai mercati sviluppati sembra ancora poco incoraggiante, con il perdurare di un trend negativo. Quanto infine al mercato azionario russo, questo non è più rilevante per i mercati emergenti.

Stefan Grünwald è gestore mercati emergent globali, Raiffeisen Capital Management

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