Sta arrivando un “decennio indiano”? In passato l’India ha cercato invano di tenere il passo con la rapida espansione della Cina. Nel prossimo decennio, l’India potrebbe diventare il Paese guida.

La banca centrale indiana a settembre ha di nuovo aumentato dello 0,50% il tasso d’interesse di riferimento, portandolo al 5,90%. Questo potrebbe far sì che a breve si raggiunga il picco dei tassi d’interesse, o ci sia almeno una pausa. La banca centrale si trova in una situazione sempre più difficile. I tassi d’interesse sui crediti sono già sui massimi degli ultimi tre anni e il reddito disponibile della popolazione si sta riducendo massicciamente a causa dell’aumento dei prezzi dei carburanti e degli alimentari. Ulteriori rialzi dei tassi d’interesse minacciano di indebolire pesantemente la crescita.

India: e riserve valutarie dell’India scendono

D’altra parte, il tasso d’interesse di riferimento è, tuttavia, ancora inferiore all’attuale tasso d’inflazione e contemporaneamente la rupia indiana rimane sotto pressione. Quest’ultima è scesa a un nuovo minimo record contro il dollaro USA. La banca centrale sembra evidentemente utilizzare le riserve valutarie indiane, attualmente ancora molto confortevoli, per rallentare la caduta della rupia. Dal suo picco di un anno fa di circa 642 miliardi di dollari USA, le riserve in valuta estera si sono già ridotte di circa 120 miliardi di dollari USA, ciò riflette non solo le vendite della banca centrale ma anche i deflussi dovuti al saldo negativo delle partite correnti dell’India.

Tuttavia, anche in questo caso è necessario mantenere la prospettiva: non si tratta tanto di una debolezza della rupia ma della forza generale del dollaro USA. Rispetto allo yen, alla sterlina inglese e all’euro, la valuta indiana sta guadagnando dall’inizio dell’anno.

Testo a cura del Team CEE & Global Emerging Markets di Raiffeisen Capital Management

Diritto d’autore: Photo by Gary Bendig on Unsplash

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