Lo smart working, molto utilizzato in queste settimane di diffusione del Coronavirus, ha diversi vantaggi ma può causare disagio e frustrazione tra i dipendenti. Ecco 5 regole per rendere questa modalità di lavoro meno pesante secondo una classifica di buoni consigli stilata dal sito EconomyUp.

  1. Ricreare le relazioni sociali. Attivare le webcam e preferire le videochiamate alle semplici chat o telefonate. Vedere i colleghi infatti stimola il confronto e permette di generare l’effetto “ricreazione” seppur davanti a uno schermo. Un’altra buona idea per i lavoratori è ritrovarsi virtualmente proprio all’ora di pranzo, per condividere la propria esperienza in leggerezza. Anche le organizzazioni possono favorire questi momenti sociali e amichevoli da remoto: bastano pochi minuti, per esempio per commentare la postazione di lavoro più bella, il piatto gourmet del giorno, o semplicemente scambiarsi opinioni su letture, film, hobby.
  2. Separare vita personale e vita professionale. Molti genitori si sono trovati a lavorare da casa con i figli presenti, con le inevitabili interruzioni. Così le video conference si trasformano in puntate di vita personale con dinamiche familiari naturali, distanti dalle condizioni lavorative abituali. Occorre dettare dei confini: concentrarsi negli orari appropriati e poi staccare completamente nelle pause e nei pranzi in famiglia (con telefono e computer spento). I genitori possono fissare delle pause concordate da dedicare solo ed esclusivamente ai figli.
  3. Fare attenzione al benessere fisico. Lavorare da casa non dev’essere sinonimo di passare tutta la giornata in casa. Nelle pause la cosa migliore è fare una passeggiata, o concedersi dei break fisici almeno due volte al giorno, per riattivare i muscoli e riposare la vista. Anche in questo caso le aziende stesse possono dare una mano, per esempio istituendo delle classi di yoga virtuale mattutino. Il benessere fisico richiede anche attenzione all’ambiente di lavoro: luminosità e areazione della stanza aiutano la concentrazione e l’umore.
  4. Non rimandare gli impegni e trovare continuità grazie agli strumenti digitali. In questi tempi particolari bisogna evitare di cedere all’idea di rimandare tutto a quando le cose torneranno nella normalità. Anche se voli, eventi e workshop saltano, bisogna sfruttare al meglio le ottime tecnologie per riorganizzare le cose da remoto con un livello di interattività e partecipazione.
  5. Prepararsi a gestire il dopo-emergenza. Bisogna trarre le giuste lezioni da questa esperienza straordinaria per mettere a punto progetti di smart working strutturati per la normalità e non solo per le situazioni eccezionali, per valutare il modello di gestione manageriale e fare una valutazione anche a livello di stakeholder.

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