Il sentiment dell’economia turca recentemente è migliorato in modo significativo e la maggior parte dei dati congiunturali ha sorpreso al rialzo. Nei prossimi mesi potrebbe creare una spirale positiva di lira in ripresa con conseguente diminuzione dell’inflazione e successiva nuova ripresa della moneta del Paese. L’enorme quantità di liquidità disponibile a livello globale e i conseguenti afflussi di capitale potrebbero intensificare ulteriormente questo processo. Tuttavia, poiché i problemi strutturali dell’inflazione cronica e la forte dipendenza dal capitale estero non sono stati risolti e continua inoltre a sussistere un conflitto di obiettivi tra crescita economica, da un lato, e contenimento dell’inflazione e della crescita del credito, dall’altro, questa sarà probabilmente solo un’altra fase passeggera di stabilità della Lira.

A livello politico, poiché l’AKP al governo sta perdendo sempre più consensi a livello di politica interna e il presidente Erdogan ha, in ogni caso, accettato una politica monetaria più restrittiva solo per necessità, non passerà troppo tempo prima che la banca centrale debba ritornare a una politica monetaria espansiva. Fino ad allora, tuttavia, la lira, così come le obbligazioni e le azioni turche potrebbero registrare ulteriori guadagni. Dal punto di vista odierno, sarà difficile che questa stabilizzazione macroeconomica continui oltre il 2021. E il deficit di bilancio sorprendentemente alto di gennaio ha confermato ancora una volta lo stato tuttora fragile dell’economia turca nel suo complesso.

A cura del Team CEE & Global Emerging Markets di Raiffeisen Capital Management

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