Tempo fa sui media apparve una notizia di questo genere “Hedge Fund Canarsie Capital fallisce in 3 settimane. Il 99,8% del capitale, pari a 100 milioni di dollari, è perso. Rimangono in cassa solo 200 mila dollari. Era gestito da Kennet Deregt, ex numero uno del risk management di Morgan Stanley e da Owen Li, ex trader di Galeon Fund Management”.
Sicuramente non capita tutti i giorni di leggere notizie di una perdita improvvisa del 99,8% del capitale, ma sta di fatto che eventi di questa portata possono accadere anche a chi è dotato di capacità e conoscenze superiori a quelle dei normali partecipanti ai mercati finanziari.

Perché succede? Il problema è l’illusione del controllo. Non importa quanto si sia bravi, preparati o quanto si conoscano le logiche sottostanti ai mercati finanziari, l’illusione del controllo può essere un pericolo insidioso per tutti perché induce le persone a sopravvalutare la conoscenza degli eventi, e relative conseguenze, che essi desiderano intensamente. In pratica vi si rapportano come se si trattasse di una conoscenza certa.
Questa auto-sopravvalutazione di traduce in una scarsa capacità di previsione come è successo al gestore sopracitato, il quale, con una previsione distorta delle probabilità di successo, ha stimato come eventi incerti possano essere pronostici certi.

Maschi e femmine sono soggetti alla auto-sopravvalutazione, gli uomini più delle donne. Rispetto alle donne investitrici, gli uomini dedicano molto più tempo alle analisi dei rischi, tendono più facilmente a considerare le vincite come probabili e pronosticano vincite più alte. Quanto più procedono in questa direzione, tanto più andranno a privilegiare asset di tipo azionario, con la conseguenza che possono ottenere performance inferiori rispetto alle investitrici donne, movimentando troppo il loro portafoglio. Infatti la paura di perdere il controllo li spinge ad un attivismo frenetico; utilizzando immediatamente ogni nuova informazione, rafforzano la loro illusione di controllo.
Illusione che si trova non solo nei comuni investitori, ma anche in quelli professionali.

ARTICOLO TRATTO DA MENTE&FINANZA NR1, A CURA DI FOR FINANCE

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