La Turchia, come molti altri paesi al mondo, ha subito un forte calo dell’attività economica nei mesi di aprile e maggio, quando la portata delle restrizioni era al massimo. Ci sono alcune sfide che l’economia turca deve affrontare. I bilanci di molte aziende sono deboli a causa dell’elevato grado di indebitamento. I consumi privati risentono di un mercato del lavoro fiacco.

Dopo diversi tagli dei tassi d’interesse nel periodo da gennaio a maggio di quest’anno, la banca centrale ha lasciato invariati i tassi d’interesse nelle ultime due sedute. Prevede un miglioramento della situazione economica durante la seconda metà dell’anno e lo giustifica con una parziale ripresa del settore turistico, dopo l’allentamento delle restrizioni di viaggio. Inoltre, si prevede di nuovo un aumento delle esportazioni, mentre i prezzi delle materie prime rimarranno modesti. In aggiunta, la banca centrale ha alzato le aspettative di inflazione, all’8,9% a fine 2020 (precedentemente 7,4%) e al 6,2% a fine 2021 (precedentemente 5,4%).

Oltre a ciò, a luglio è peggiorata la situazione geopolitica tra Turchia e Grecia. La guardia costiera turca ha temporaneamente dichiarato una parte del mar Egeo, che per due terzi si trova sopra la piattaforma continentale greca, come zona di fatto proibita per scopi di ricerca o per la ricerca di gas naturale. L’escalation del conflitto è stata infine ridimensionata solo grazie all’intervento dell’Ue e della cancelliera tedesca Merkel.

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