L’inflazione in Turchia continua a salire ma la banca centrale del Paese finora resiste alle pressioni per tagliare i tassi di interesse. A luglio, il tasso d’inflazione in Turchia ha registrato a sorpresa un forte aumento e ha quasi toccato il 19% p.a. Qualsiasi taglio dei tassi d’interesse da parte della banca centrale è quindi ancora più lontano. Nonostante la pressione che il presidente Erdogan continua ad esercitare a questo proposito, la banca centrale finora è rimasta ferma e non ha tagliato il tasso di riferimento nemmeno nella riunione di agosto. Al 19%, tuttavia, è in ogni caso solo pari all’attuale tasso di inflazione, il quale potrebbe aumentare ulteriormente nei prossimi mesi. Allo stesso tempo, diversi analisti, ma anche rappresentanti del governo turco, hanno rivisto nuovamente al rialzo le previsioni di crescita dell’economia turca per il 2021, all’8% circa.

I dati promettenti sulla crescita non dovrebbero però illudere: la pandemia ha spinto più di un milione di persone verso la povertà. Quasi 50.000 piccoli dettaglianti hanno dichiarato bancarotta soltanto nei primi sei mesi del 2021. Le piccole e medie imprese nonché molti agricoltori hanno accumulato una considerevole montagna di debiti. I vasti incendi boschivi e le inondazioni delle ultime settimane implicano un ulteriore problema.

Testo a cura del Team CEE & Global Emerging Markets di Raiffeisen Capital Management

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