La riforma della giustizia mette mano all’iter processuale relativo al diritto di famiglia cambiando i connotati del modello di giustizia minorile che risale al 1934. Questa riforma nelle parole del Ministro Marta Cartabia intende ricongiungere l’attuale frammentazione di procedure, per consentire un processo “declinato al singolare” ed ottenere un sistema giudiziario più efficiente e rapido, soprattutto, come vedremo, più unitario e meno parcellizzato.

L’obiettivo, infatti, è la creazione di un unico ente giudiziario per le cause relative a separazioni e divorzi, all’affidamento dei figli, alla responsabilità genitoriale, alle adozioni e ai reati commessi dai minorenni, con un risparmio di tempo ed energie nei procedimenti che adesso sono divisi tra tribunale civile, penale e di sorveglianza per i minorenni, tribunale civile ordinario per separazioni, divorzi, unioni civili e convivenze, giudice tutelare per i provvedimenti relativi ai minori e tribunale civile ordinario per le cause di risarcimento di danni relativi a condotte illecite o non rispettose dei reciproci doveri dei coniugi.

I passaggi della riforma seguiranno tre fasi, la prima delle quali è entrata in vigore a partire dal 22 giugno 2022 e vedrà una revisione uniformatrice dei ruoli del Tribunale Ordinario e del Tribunale dei Minorenni. Inoltre è prevista una maggiore centralità del ruolo del Curatore Speciale del minore e una promozione dell’istituto della negoziazione assistita.

Andiamo con ordine, con l’aiuto dell’Avv. Francesca De Florio, già curatore speciale dei minori.

Per cominciare, dal 22 giugno è stato  istituito il Tribunale unico per la Famiglia e le persone che risiederà presso i distretti di Corte d’Appello e presiederà a un unico rito di giudizio delle questioni relative alle controversie di diritto di famiglia che prima erano divise tra Tribunale Ordinario e Tribunale dei Minorenni. Non esisterà quindi differenza di competenza giuridica tra procedimenti disciplinati dal codice di rito, come separazione e divorzi, e giudizi relativi specificamente ai minori, tutela, affido e adozioni. Non si sfilacceranno più così in tanti processi le questioni che interessano lo stesso minore.
La visione di lungo periodo prevede che il Tribunale dei Minorenni sia sostituito definitivamente da un unico Tribunale per le Persone, per i Minorenni e per le Famiglie.

La seconda questione di grande importanza in questa riforma è la centralità che assume il Curatore Speciale del minore che ne rappresenterà l’interesse esclusivo e che sarà chiamato in causa obbligatoriamente ogni qualvolta vi siano contrasti – anche solo potenziali – che lo riguardino, con diritto/dovere dell’ascolto del minore e sua formale rappresentanza in sede giudiziaria. Finora il coinvolgimento del Curatore Speciale era a discrezione del Giudice. A Milano per esempio succede già quasi sempre che venga coinvolto un Curatore Speciale, in altri Tribunali non sempre. Con questa riforma si intende unificare la procedura, dando maggiore ruolo, proprio per la sua vicinanza al minore e per la sua capacità di rappresentarne gli interessi, al Curatore Speciale.

Nei procedimenti relativi a separazioni e divorzi, fin dall’inizio del giudizio le parti dovranno documentare le rispettive situazioni patrimoniali e si prevede anche la stesura di un “piano genitoriale” che mappi la vita dei minori, descrivendone impegni, attività didattiche, sportive e di svago, frequentazioni e vacanze abituali.

Per velocizzare le procedure, si prevede inoltre di promuovere la forma scritta, senza bisogno di presenziare in Tribunale, per la dichiarazione dei coniugi di non intendere riconciliarsi e, nei limiti del possibile, anche per la revisione delle condizioni di separazione o di divorzio e anche delle condizioni relative alla prole di genitori non coniugati. Con ciò si intende limitare la comparizione personale ai casi di richiesta congiunta in questo senso delle parti o quando il tribunale lo ritenga necessario.

La prima fase della riforma prevede quindi una convergenza dei due Tribunali, Ordinario e dei Minorenni, e una maggiore centralità del Curatore Speciale del Minore. La seconda fase, prevista entro il 2023 darà forma al rito unico cui la riforma aspira per tutti i procedimenti relativi allo stato delle persone, ai minorenni e alle famiglie che erano prima di competenza del Tribunale Ordinario e del Tribunale dei Minorenni.  Dal 2023, inoltre, si potranno chiedere, in un unico procedimento, sia la separazione dei coniugi che il divorzio. Si promuoveranno inoltre interventi di negoziazione assistita anche per gli accordi in merito alla responsabilità genitoriale per i figli nati fuori dal matrimonio e di patti familiari per trasferimenti immobiliari. L’obiettivo è evidentemente ridurre al massimo la macchina burocratica giuridica ove un accordo tra le parti lo consenta.

Infine, la terza fase con scadenza entro il 2025, prevede l’Istituzione vera e propria del Tribunale unico per le Persone, i Minorenni e le Famiglie che sostituirà, di fatto, l’attuale Tribunale dei Minorenni, con solo giudici togati, specializzati e formati allo scopo, competenti anche per violenze in ambito domestico.

Testo a cura di Emanuela Notari

Diritto d’autore: Photo by Katelyn MacMillan on Unsplash

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