Tra crisi energetica e crisi climatica, chi ha a cuore l’ambiente non può non mettere in valigia i propri principi. Mare o montagna o laghi o città d’arte, c’è sempre modo di muoversi responsabilmente cercando di ridurre al minimo la nostra impronta ecologica.

Innanzitutto, gli spostamenti. Chi vuole una vacanza sostenibile tenderà a scegliere il treno e se proprio deve usare l’auto, magari un’auto elettrica, sebbene il problema delle batterie a base di cobalto, litio e nichel non sia completamente risolto, sia per i problemi etici relativi allo sfruttamento della manovalanza nelle miniere di molti Paesi dove queste materie prime si trovano, sia per la difficoltà di smaltimento.

Per por parlare del recupero e dello smaltimento dei rifiuti: se a casa propria facciamo del nostro meglio, non è altrettanto facile controllare come vengono gestiti nelle località turistiche o nei campeggi o nelle gite dove piatti e bicchieri di plastica monouso la fanno da padroni.

Anche se sembra meno lampante, è doverosa una certa cautela nell’entrare in contatto con flora e fauna selvatiche, evitando di distruggere ma anche di cambiare le abitudini degli abitanti dei parchi e dei boschi. E possibilmente insegnarlo a bambini e ragazzi per i quali il nostro esempio conta moltissimo.

E infine la spesa. Con più tempo a disposizione e la legittima curiosità per la scoperta dei luoghi, privilegiamo le piccole produzioni locali. Le aiuteremo a sostenersi ma avremo anche occasione di gustare prodotti gastronomici che nelle città ci sono pressoché preclusi, sia per questioni di tempo sia per l’accessibilità.

Europarc Federation, organizzazione europea che coordina 400 aree protette di 40 paesi europei, vaglia raccoglie e promuove le destinazioni sostenibili attraverso l’ETCS, la Carta Europea per il Turismo Sostenibile. Obiettivo cooptare quante più aree protette possibile alla realizzazione di un programma sostenibile di sviluppo del business turistico locale e di sostegno ai tour operator che portano i turisti nelle aree protette. L’obiettivo della CETS è infatti la collaborazione tra tutte le parti (pubbliche e private) interessate a sviluppare una strategia comune ed un piano d’azione per lo sviluppo turistico di qualità, concetto che consta del raggiungimento di 10 obiettivi chiave:

  1. Proteggere i paesaggi di pregio, la biodiversità e il patrimonio culturale
  2. Sostenere la conservazione attraverso il turismo
  3. Ridurre le emissioni di anidride carbonica, l’inquinamento e lo spreco di risorse
  4. Garantire, a tutti i visitatori, l’accessibilità sicura, servizi di qualità ed esperienze peculiari dell’area protetta.
  5. Comunicare l’area ai visitatori in modo efficace
  6. Garantire la coesione sociale
  7. Migliorare il benessere della comunità locale
  8. Fornire formazione e rafforzare le competenze (capacity building)
  9. Monitoraggio delle prestazioni e degli impatti del turismo
  10. Comunicare le azioni e Impegnarsi nella Carta

Parchi naturali e aree protette, marine o montane, su fiumi o laghi, la scelta è ampia. Trovate un elenco di quelle italiane su Federparchi. Ma trattandosi di un programma europeo è possibile selezionare un’area protetta del circuito del turismo sostenibile ETCS anche in tanti altri Paesi vicini a noi.

Il turismo green o sostenibile però non è appannaggio solo di ECTS. Esiste anche la Certificazione EMA che viene erogata, su richiesta, alle località turistiche che rispettano il Regolamento CE 1221/20009 ovvero che intendono valutare e migliorare le proprie prestazioni ambientali e comunicarle al pubblico. Nel contesto delle Dolomiti, già di per sé sostenibile non solo delle risorse naturali ma anche di quelle umane, Moena è certificata EMA e propone un turismo lento con mezzi ecologici e prodotti a chilometro 0.

Infine è il caso di segnalare anche l’accreditamento di molte mete turistiche internazionali e nazionali al Global Sustainable Tourism Council, un’organizzazione senza scopo di lucro riconosciuta dalla Nazioni Unite/Organizzazione mondiale del turismo, che stabilisce i criteri e gli standard di base per lo sviluppo sostenibile nel settore dei viaggi e del turismo a livello globale, certificando che hotel, alloggi, tour operator e destinazioni abbiano politiche e pratiche sostenibili.
Bisogna smanettare un po’ su Internet, ma si trovano località green un po’ dappertutto a pochi passi o in giro per il mondo.

Testo a cura di Emanuela Notari

Diritto d’autore: Photo by Chelsea Gates on Unsplash

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