La società semplice ha da sempre riscosso grande attenzione nel riservato mondo imprenditoriale piemontese, dove la sua diffusione è stata molto ampia, specialmente quale holding di famiglia. Celeberimma è la “Dicembre s.s.” che è da sempre al vertice della piramide societaria di controllo di FCA e oggi del Gruppo Stellantis.

Negli ultimi anni, tuttavia, la società semplice è stata riscoperta nell’ambito degli strumenti a servizio della pianificazione patrimoniale, grazie al suo impiego flessibile e alla struttura modellabile che permette soluzioni “tailor made” sulla base delle esigenze del caso.

Ma quali sono i punti di forza? Snellezza procedurale, flessibilità e vantaggi fiscali rendono la società semplice un efficace strumento di gestione e di trasmissione di patrimoni familiari, composti da immobili, depositi di valori mobiliari e partecipazioni sociali.

«La società semplice rappresenta un efficace, flessibile ed economico strumento di gestione di patrimoni familiari, in quanto risolve i problemi di amministrazione unitaria, pianificazione fiscale e passaggio generazionale» ha detto con l’avvocato Edoardo Tamagnone dello studio legale Tamagnone Di Marco di Torino, specializzato in Scienze Internazionali e Diplomatiche e ha conseguito il Master in Diritto Tributario e il Master in Wealth Management.

In particolare, la società semplice può essere utilizzata in ambito private banking per costituire e amministrare un patrimonio separato dai beni della famiglia, condividendone il controllo e i risultati della gestione e pianificandone il passaggio generazionale ottimizzandone la fiscalità.

«Se gli asset famigliari sono intestati alla società semplice infatti», spiega l’avvocato, «si eviterá che le posizioni cadano in successione evitando “smembramenti” degli asset fra gli eredi». Inoltre, è importante notare come, secondo l’Agenzia delle Entrate di Torino, la donazione delle quote della società semplice è totalmente esente da tassazione (anche per valori superiori alla franchigia di € 1.000.000)

Avocato Tamagnone, può farci qualche esempio pratico di gestione della società semplice?

Disponendo di una propria autonomia patrimoniale, può essere infatti titolare di ogni sorta di diritto o di beni. Può avere la funzione di aggregatore di ricchezze per una loro più agevole amministrazione unitaria. Ad esempio nel caso di una famiglia, in cui ciascun componente possieda conti di deposito amministrato separati, se questi conferiscono i loro beni in una società semplice, allora si viene a creare un soggetto molto patrimonializzato che consente di ottenere, per esempio, notevoli riduzioni dei costi di gestione dei singoli conti e performance migliori sulla gestione globale del patrimonio.

Qual è il vantaggio?

Dal momento che la società semplice ha ad oggetto l’esercizio di attività economiche non commerciali è caratterizzata dall’assenza di obblighi contabili e non è soggetta a fallimento. L’assenza di formalità e la mancanza di obbligo della tenuta delle scritture contabili, consente, a differenza delle società di capitali, di effettuare conferimenti senza perizie. Quanto alla gestione, la società semplice conferisce ai soci una elevata riservatezza in quanto non è previsto neppure il deposito dei bilanci.

Si tratta di uno strumento flessibile. Può spiegarci perché?

In genere la grande flessibilità della disciplina della società semplice permette molte varianti alla struttura base. Si possono prevedere clausole di gradimento o prelazione nel caso di ingresso di nuovi soci oppure vincolare i soci a rimanere in società fino al suo naturale termine. Lo statuto può prevedere che la cessione delle quote possa avvenire solo con il consenso unanime degli altri soci o della maggioranza del capitale. Si può anche stabilire che la cessione delle quote sociali possa avvenire solo a favore dei discendenti dei familiari o dei loro congiunti. Si potrebbe inoltre prevedere un diritto di recesso libero da parte di ogni socio, magari dopo un obbligo iniziale di permanenza in società. Tra l’altro si possono convenire liberamente le modalità di liquidazione della partecipazione del socio, in denaro o in natura.

Può farci un esempio?

Nel caso dell’esempio della famiglia dove ciascuno apporta in società una parte delle proprie ricchezze, si può ipotizzare che ogni socio possa parimenti uscirne riprendendosi quanto apportato, tenuto conto dei ricavi o delle perdite prodotte. Questo aspetto differenzia notevolmente la società semplice da una società di capitali, dove i criteri di liquidazione della partecipazione in caso di recesso sono estremamente rigidi e inoltre avvicina notevolmente la società semplice a un fondo aperto, anche in presenza di immobili. E’ infatti riconosciuto dall’Amministrazione Finanziaria che lo scioglimento di una società semplice immobiliare non generi reddito in capo ai soci, conservando i benefici fiscali che connotano gli immobili posseduti da più di cinque anni. Inoltre gli stessi prelevamenti dei soci non sono considerati imponibili garantendo un’ampia flessibilità nell’utilizzo della liquidità.

Le norme sulla gestione sono semplificate?

Si può prevedere che l’amministrazione sia attribuita a un solo socio, che richieda l’autorizzazione degli altri per particolari operazioni di gestione, ad esempio la vendita di beni predeterminati, oppure oltre una certa soglia di valore. Tra l’altro si consideri che è sempre possibile limitare la responsabilità patrimoniale dei soci alla quota sottoscritta. In questa ipotesi il capo famiglia potrebbe amministrare il patrimonio globale proprio e dei propri congiunti o farlo amministrare godendosi le rendite ricevute.
Inoltre si deve ricordare che la società semplice garantisce un discreto livello di protezione degli asset: i creditori particolari del socio, infatti, non possono far valere i propri diritti sul patrimonio sociale e, in caso di previsione di specifiche clausole in ordine alla trasmissione delle quote, non possono neppure pignorare la quota del socio.

Come funziona la ripartizione degli utili e la successione?

E’ possibile stabilire senza limiti le modalità e le percentuali di ripartizione degli utili e delle perdite, indipendentemente dalla quota. Ad esempio il padre potrebbe donare la maggioranza delle quote ai figli stabilendo però che gli utili sia attribuiti a lui solo: in questo modo si anticipano gli effetti del passaggio generazionale – fruendo della disciplina fiscale di vantaggio attualmente in vigore – mantenendo allo stesso tempo il controllo della società semplice nelle mani del genitore, che si riserverebbe anche il godimento dei frutti fino alla morte. Parimenti è anche possibile la scissione tra nuda proprietà ed usufrutto delle sulle quote sociali in maniera molto più semplice rispetto all’usufrutto rotativo sul portafoglio titoli.
La stessa flessibilità vi è per le successioni a causa di morte ove la disciplina legale stabilisce l’obbligo di liquidazione della quota agli eredi ovvero lo scioglimento o la continuazione della società, ma dove è ben possibile prevedere un obbligo di liquidazione a carico della società o tempistiche più lunghe di liquidazione della quota.
In definitiva la società semplice consente la trasmissione unitaria del patrimonio, evitandone il frazionamento fra più eredi, ai quali saranno attribuite le quote sociali. In questo risulta un importante strumento per il private banker per fidelizzare la nuova generazione e mantenere la relazione con il cliente nel tempo.

Quali sono i vantaggi fiscali?

La società semplice presenta notevoli vantaggi fiscali. L’aspetto qualificante della tassazione è che gli utili sono tassati direttamente in capo ai soci, in regime di trasparenza. Inoltre la vendita di immobili detenuti dalla società semplice da più di cinque anni o ricevuti per successione non crea plusvalenza, permettendo un guadagno puro non tassato.
Inoltre è possibile operare la tassazione dei capital gains con il regime dichiarativo con compensazione delle plusvalenze e minusvalenze su tutti i rapporti oppure optare per il regime del risparmio gestito o amministrato analogamente a quanto previsto per le persone fisiche. In caso di patrimoni detenuti all’estero l’obbligo di compilazione del quadro RW è in capo alla società con conseguente riservatezza per quanto attiene la posizione dei soci.
Altro aspetto interessante è che alla società semplice non si applicano le normative fiscali penalizzanti previste per le società commerciali di mero godimento ovvero la disciplina delle società di comodo. Inoltre la società semplice non è soggetta alle verifiche tramite strumenti presuntivi per ricavi e volumi d’affari e non rientra nella previsione degli indici sintetici di affidabilità.

Diritto d’autore: Photo by Joanna Kosinska on Unsplash

About the Author

Related Posts

Cambiare tutto per non cambiare niente oppure nuova mazzata in arrivo? Più volte minacciata,...

L’Italia è un Paese che non ha un gran rapporto con le assicurazioni. A parte l’assicurazione auto,...

Patrimoni MF ha recentemente pubblicato un interessante articolo molto dettagliato sul tema del...